domenica 14 ottobre 2012

La Pedrera, doveva essere la casa della Vergine (1906)

(1878)
Antoni Gaudí era un uomo molto religioso e cercava di dimostrare questo suo profondo sentimento, nelle sue opere anche se, a prima vista, é difficile da vedere.
 Cosí l'anno 1906, quando ricevette l'incarico da Milá di costruire la sua impressionante abitazione in Paseo de Gracia, Gaudí cercherá di lasciare una traccia di quel proprio sentimento religioso. Se la casa era concepita come una grossa montagna,  questa altro non era, secondo le intenzioni dell'architetto,  che una grande piattaforma per la Madonna. Nel progetto che va a presentare al Comune di Barcellona nel 1906, si puó vedere come nella parte centrale appaia un bassorilievo della Madonna con il bambino in braccio.




Ma poi Gaudí, preso dalla ispirazione religiosa, pensó di fare molto di piú in onore della Vergine, pensó che la casa dovesse essere ornata da una scultura vera e propria della Vergine, con tanto di Arcangeli Gabriele e Michele, scultura che doveva raggiungere i quattro metri di altezza.



Peró la cosa non andó a buon fine, anche in considerazione del fatto che in quegli anni (1909) Barcellona fu colpita dagli eventi della Settimana Tragica nella quale dal giorno alla notte si incendiarono molti edifici religiosi e quindi il Milá per timore che la scultura della Madonna potesse in qualche modo essere presa di mira, non accettó, scatenando l'ira di Gaudí che interruppe i lavori e cessó la relazione con il Milá citandolo in giudizio.

Oggi, al posto della scultura della Madonna, c'é una modesta rosa con una M, che sta per l'iniziale di Maria. 

(fonte: Barcelona es poderosa)



domenica 7 ottobre 2012

Torre Agbar (1999-2005)

La Torre Agbar fu iniziata a costruire nel 1999 e terminata nel 2005.
Lavorarono 1.174 persone fra operai e tecnici impiegando 25mila metri cubi di cemento armato e 2500 tonnellate di acciaio. Ha una superfice di 16mila metri quadrati ed é ricoperta da 59.619 lastre di cristallo di distinti colori.
E' formata da 38 piani, di cui quattro sotterranei; di questi quattro, due piani accolgono un auditorio per 316 persone.
Una delle caratteristiche della torre é la sua illuminazione notturna. La torre dispone di piú di 4500 dispositivi luminosi con tecnologia LED che permette la creazione di immagini nella sua facciata con un sofisticatissimo sistema hardware e software che genera 16 milioni di colori riuscendo a creare un effetto impattante.
Meravigliose furono le immagini durante i Giochi Olimpici di Londra 2012.
30 St Mary Axe
(fonte Wikipedia)
Disegnata per la societá d'acque Agbar dall'architetto Jean Nouvel che  si ispiró ai campanari della Sagrada Familia di Antoni Gaudí e alla Montagna di Montserrat, due simboli fortemente catalani, ma criticata per la sua forma fallica. Qualcuno disse che era uno scherzo di Nouvel anche se l'architetto si difese sostenendo che nel mondo ci sono opere simili come la 30 St Mary Axe.
Oggi, senza alcun dubbio, la torre é uno dei simboli della cittá.
Costruzione della torre, 2004
(fonte Wikipedia)
Nel 2006 e 2007 il francese Alain Robert scaló la torre in un'azione dimostrativa per rivendicare il conflitto in Libano.
la scalata del francese
(fonte El Pais)

La torre di notteçvista dall'Avenida Meridiana
(foto Re Nato)

Ritratti

La  leggenda di Santa Eulalia
Santa Eulalia oltre ad essere la Patrona di Barcellona, é anche la patrona di Riudecols (Tarragona), Perpiñan (Francia) e Santa Eulalia del Campo (Teruel).
La sua festa é il 12 febbraio, ma viene anche celebrata a settembre con la festa della Vergine della Mercé.
A lei é dedicata la Cattedrale di Barcellona, chiamata la Catedral de la Santa Cruz y Santa Eulalia.
Narra la leggenda che verso la fine del III secolo d.c., fuori dalle mura della cittá di Barcino (Barcellona), vivesse una bambina di tredici anni che, stufa delle persecuzioni romane contro i cristiani da parte dell'imperatore Diocleziano, decise di andare di persona dal governatore di Barcino per manifestare il suo disappunto contro tali persecuzioni.
Il governatore Daciano di fronte alla rinuncia da parte della bambina a rinunciare alla sua fede cristiana, la condannó a tanti martiri quanti anni aveva. Secondo la leggenda il primo martirio fu quello di imprigionarla in un posto buio per poi essere frustata a sangue per poi strapparle la carne con dei ganci. In seguito fu messa in piedi su braci ardenti e le fu bruciato il petto.
Le ferite le furono curate con della pietra grezza per poi buttarle addosso oilio bollente  e piombo fuso prima di buttarla in una fossa con della calce viva.
Il nono martirio, quello popolarmente piú conosciuto, consistette nel metterla nuda in un barile pieno di oggetti pungenti e farla rotolare per una strada in discesa, da qui il nome di Baixada de Santa Eulalia.
Liberata dal barile, fu gettata in un porcile pieno di pulci.
Finalmente fu fatta camminare nuda per le vie della cittá fino al luogo del supplizio dove fu crocefissa su una croce a forma di X. Secondo la leggenda durante la sua crocefissione inizió a nevicare e la neve coprí il corpo nudo della ragazza.Ancora secondo la leggenda, dalla sua bocca uscí una colomba bianca. Eulalia fu fatta santa nell'anno 633 e per molto tempo non si trovarono i suoi resti mortali fino all'anno 878 quando furono localizzati nella chiesa di Santa Maria de las Arenas (oggi Basilica de Santa Maria del Mar) e da qui trasladati nell'attuale Cattedrale dove riposano in un sarcofago in stile gotico.
John William Waterhouse,
Santa Eulalia, 1885
Londra, Tate Gallery
Una cartolina del 1928
Del Barrio del Deserto
(oggi scomparso)
A Barcellona ci sono diversi luoghi dove si possono incontrare testimonianze della Santa, fra tutti vorrei segnalare la Calle del Desert, dove secondo la tradizione nacque e visse Eulalia, qui c'era una cappella dedicata a lei, cappella scomparsa nel 1400, e che il termine desert in catalano si riferisce ad una cappella situata in un luogo deserto.



giovedì 4 ottobre 2012

Le tre ciminiere del Parallel


Nell'Avenida del Parallel, nel quartiere del Poble Sec, di fronte all'antica muraglia, si incontrano tre imponenti ciminiere: le ciminiere FECSA.
Nel 1881 si fonda la Sociedad Española de Electricidad iniziando due anni piú tardi la costruzione della fabbrica.
Le tre ciminiere, alte 60 metri, non furono costruite tutte in una volta, ma in tre epoche differenti e tutte in mattoni rossi.
Oggi la compagnia elettrica si chiama FECSA Endesa.
Le tre ciminiere funzionarono dal 1912 al 1989 e nel 1979 il Comune di Barcellona inserisce le tre ciminiere nel Catalogo del Patrimonio Storico-Artistico della ciutad condal. 

(fonte blog Las Mentiras...)
la prima nel 1897

(fonte blog Las Mentiras...)
la seconda nel 1904

(fonte blog Las Meniras...)
la terza nel 1912


Le tre cininiere riflesse in un
palazzo di fronte
(foto Re Nato)

Le ciminiere sono alte 60 metri
(foto Re Nato)

(foto Re Nato)

Il palazzo della FECSA
(foto Re Nato)

Un palazzo riflesso
nella facciata a specchi
della FECSA
(foto Re Nato)


Particolare di un grosso cubo
di granito che sembra
sorreggere l'intero palazzo
della FECSA
(foto Re Nato)
Splendido porticato
del palazzo della FECSA
(foto Re Nato)



Sotto le tre ciminiere ci sono i giardini delle Tres Xemeneies (in catalano, tre ciminiere) punto di incontro di ragazzi con lo skate board e acrobati della bicicletta bmx.

Uno dei graffiti della piazza
che ritrae Nelson Mandela
(foto Re Nato)




lunedì 1 ottobre 2012

Barrio chino, Raval

Non entrate al Raval!  
Il Barrio del Raval é l'unico posto di Barcellona dove non dovete andare...! 
Avvertiva qualche tempo fa la famosa guida turistica Lonelys Planets, e a continuazione descriveva tutto quello che di marcio c'era al Raval: prostituzione, delinquenza, emarginazione, sporcizia.
Oggi molte cose sono cambiate, ma il Raval rimane ancora un quartiere a rischio, dove impera la prostituzione a cielo aperto e dove la delinquenza abbonda.
Chiamato Barrio Chino dal 1925 grazie ad un reportage di un periodista de El Escandalo, che paragonava l'emarginazione delle chinatowns delle citté del nord America, al Raval si andava per frequentare i prostibuli e le prostitute.
Per andare con una prostituta era obbligatorio passare per una delle tante cliniche di gomas y lavaje, cioé una clinica dove si compravano preservativi e dove veniva praticata una sorta di disinfestazione al pene che consisteva in un lavaggio con permanganado di sodio all'interno del pene stesso.
Alle donne, per evitare di rimanere in stato interessante, venivano fatte una inizione mensile di douginon e una di apolina chapoteaud per provocare le mestruazioni.
Clienti illustri della clinica La Japonesa, della Calle Arc del Teatre, furono Salvador Dalí, Ava Gardner, Luis Dominguin che compravano preservativi e oggetti virili di gomma.
Poi, il 3 marzo del 1956, con un Decreto Legge che obbligava la chiusura dei prostibuli, la prostituzione si espanse nelle vie, fino ad arrivare agli anni 60-70 dove tutti i locali iniziarono a chiudere i battenti, e di tutte le cliniche e prostibuli, oggi rimane solo un pallido ricordo, ma le prostitute e i transessuali ci sono ancora.



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-1,2- Calle San Ramon com'era

Calle San Ramon 10, dove una volta c'era
la clinica La Favorita

foto in alto, una prostituta al n.20, anni '60
(fonte blog las mentiras...)
Calle San Ramon 1, dove c'era 
la clinica La Mascota
in questa via c'era anche 
al numero 6 la clinica La Prevision
Carrer Espalter, oggi
Calle Espalter 6, giá Calle del Cid
dove una volta c'era una delle cliniche
piú esclusive: La Mundial(fonte FB, Moviment Raval viu)
Carrer Espalter come
si presenta oggi
Una pubblicitá della clinica La Mundial
30 centesimi per un preservativo
e con 3,50 pesetas in francobolli
se ne compravano 6, anche a domicilio
Carrer Tapias
Spettacolo trans al Criolla
nella Calle del Cid n.10
lui si chiamava Wu Li Chang
(fonte blog l'Armari obert)
fonte blog l'Armari obert
La Calle del Cid, anni 30
e la Criolla
(fonte blog l'Armari Obert)
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-1,2,3- Prostitute al Raval anni '60
(foto Joan Colom, fonte blog Las Mentiras...)
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-1,2,3,4 immagini di vecchie cliniche
(fonte blog Las Mentiras...)
Carre Arc del Teatre, visto da La Rambla
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-1,2,3,4 Carrer Arc del Teatre
dove aveva sede La Japonesa
una delle cliniche piú famose
fondata nel 1924
dal Dottor Holeado
(foto di Re Nato)
Calle d'En Robador
(fonte FB Moviment Raval Viu)
Calle d'En Robador anni ,30
(fonte FB Moviment Raval Viu)
Calle d'En Robador, oggi
questa via é fra le piú
malfamate del Raval
(foto Re Nato)